Il progetto

Il Progetto/laboratorio di formazione ed evento teatrale si pone l’obiettivo di andare alla scoperta delle emozioni, per sviluppare capacità espressive e creative, per scoprire le potenzialità del corpo, della mente e della voce, interpretando e rappresentando il tempo in cui viviamo, con un gruppo integrato di ragazzi con disabilità e non, presso CASCINA MERLATA a Milano. 

CHI PROPONE IL PROGETTO “SLOWEMOTION”

SLOW MUSIC ETS e la Cooperativa LE TRE CORDE, di cui fa parte CORRADO GAMBI, regista, attore, formatore teatrale e conduttore dell’intero progetto teatrale.

 INTRODUZIONE E CONTENUTI

Il termine slow motion, nel linguaggio cinematografico è sinonimo di rallentatore…È un effetto cinematografico in cui un movimento è riprodotto a una velocità più lenta del reale.

Questa tecnica, inventata all’inizio del secolo scorso, può essere realizzata durante le riprese, oppure aggiunta nella fase di montaggio, cambiando il numero classico di 24 fotogrammi al secondo. Con questa tecnica si possono vedere cose che a velocità normale, non si vedono.

E qui sta la grande suggestione nel pensare ad un progetto in cui si analizza, si scopre, si pratica una velocità diversa delle emozioni, ovvero una “SLOWeMOTION”!

Una velocità diversa che consenta di sentire davvero, di riconoscere davvero ciò che si sente, che permetta profondità… ricerca di profondità!

È una dimostrazione di valore delle diversità, perché è nelle differenze che si esaltano le grandi potenzialità ed unicità degli individui! Quelle stesse potenzialità ed unicità troppo spesso mortificate, ostacolate, sottostimate a livello sociale ed educativo.

L’idea di questo progetto nasce dalla convinzione che sia necessaria un’alternativa forte alla crescente omologazione espressiva e comunicativa del nostro tempo… e che questa alternativa creativa possa essere rappresentata da chi normalmente viene definito lento, rallentato, non al passo… da chi socialmente è emarginato a causa di questa diversità. Da qui l’idea di formare un gruppo di lavoro integrato tra persone con “diverse velocità”, per dimostrare appunto le infinite potenzialità creative, espressive e comunicative di ciascuno di noi, che si fondano sulle capacità di ciascuno, invece che sui limiti… e per affermare con forza l’assurdità di un mondo ad uso e consumo solo per recordman dell’ora.

Promuovere dunque il teatro come strumento educativo, oltre che didattico e spettacolare, non è soltanto un’operazione anacronistica di archeologia artistico culturale, ma è un progetto innovativo di recupero e di sviluppo delle potenzialità delle persone, singole o in gruppo. Sviluppo di capacità creative e logico-linguistiche, oltre che analitico-critiche. Quelle capacità che occorre affinare crescendo, per compiere quello sviluppo “corpo-pensiero-parola” che ci porta ad interpretare e rappresentare, davvero, la realtà in cui viviamo.

Fare scoprire ai giovani, ma anche agli adulti, quante potenzialità siano nascoste nel nostro corpo, nella nostra mente, nella nostra voce, con o senza l’uso delle parole, può stimolare una rivoluzione dello sguardo su di sé e sul mondo, dal momento che, normalmente, il nostro sguardo, i nostri desideri, le nostre aspirazioni, si concentrano su modelli, azioni e pensieri pre-confezionati e indotti da altri, di cui troppo spesso siamo solo fruitori o ripetitori, senza possibilità di nostre soggettive elaborazioni.

Nella vita quotidiana, gli spazi per un contributo personalizzato e originale si riducono sempre più drasticamente mentre invece schemi, semplificazioni, standardizzazioni di ogni genere, invadono ogni ambito, purtroppo anche quello formativo ed educativo.

In opposizione a tutto questo, il teatro è magia… un piccolissimo effetto, un tono della voce, un silenzio, un piccolissimo rumore, un’ombra… ci trasportano immediatamente in una dimensione “altra”, dove il più piccolo dettaglio ha la massima importanza, a patto che ci si renda disponibili ad illudersi, a lavorare di fantasia, a condividere una finzione, a giocare insieme.

Inoltre, c’è differenza tra un teatro che si fa in laboratorio e un teatro che è solo fruizione.

Attraverso la frequentazione della pratica teatrale in laboratorio, si può assistere poi in modo critico e consapevole da spettatore… oggi e domani!

A partire da tali presupposti, questo progetto è legato dunque ad una duplice volontà:

da un lato la realizzazione di un percorso di educazione e formazione che passi attraverso la sperimentazione dei linguaggi e delle potenzialità del teatro, giocata e ri-cercata in laboratorio, e specificatamente in un tempo-laboratorio lento, profondo, che consenta approfondimento nella ricerca dell’espressività; dall’altro un’idea di promozione culturale che passi attraverso la crescita di un pubblico teatrale, attraverso la pratica diretta del teatro, in un evento-spettacolo performance.

Un pubblico che saprà guardare con occhi nuovi domani, perché ha saputo agire con nuove idee oggi… Questa è la vocazione a cui tendiamo!

IDEE E PERCORSO 

Le attività svolte mirano alla piena comprensione, delle potenzialità espressive di ciascuno di noi e alla loro attivazione, per far sì che i partecipanti al laboratorio sviluppino una migliore conoscenza di sé, delle proprie emozioni e di come queste si esternano, imparando a manifestare la propria personalità quindi sia attraverso la corporeità, sia attraverso l’espressività della parola, sia attraverso l’incontro con “l’altro da sé”.

Inoltre, questa fase dimostra come attraverso il laboratorio teatrale si promuovano le competenze comunicative, l’integrazione tra linguaggi del corpo e della mente e lo sviluppo dell’io. Ottenere tutto ciò con un gruppo integrato e giungere a mostrarlo ad un pubblico, diventa automaticamente un laboratorio sociale rivoluzionario!

Con questo progetto ci si prefigge di far raggiungere a ciascuno, la capacità di osservare ed ascoltare se stessi e gli altri, dando voce al proprio io per scoprirne le potenzialità espressive, aprendosi alla relazione con gli altri, ai loro interessi e ai loro punti di vista, giocando una situazione teatrale collettiva, svolta davvero insieme.

Quella stessa voce che troppe volte è silenziata dai pregiudizi, dalle convenzioni, dalla presunta affermazione di superiorità di ciò che viene ritenuto “normale”.